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Centro studi Lilio

Sabato 19 settembre 2026 il Centro Studi Lilio ETS – Parco Astronomico Lilio di Savelli aderisce all’International Observe the Moon Night, l’iniziativa internazionale dedicata all’osservazione, alla conoscenza e all’esplorazione della Luna.

Ogni anno, in questa occasione, osservatori astronomici, associazioni, scuole, istituzioni e appassionati di numerosi Paesi rivolgono lo sguardo verso il nostro satellite naturale, condividendo un’esperienza che unisce osservazione del cielo e divulgazione scientifica.

Anche da Savelli saremo parte di questa grande serata internazionale.

Perché osservare la Luna?

La Luna è il corpo celeste più vicino alla Terra e rappresenta uno dei modi più immediati e affascinanti per avvicinarsi all’astronomia.

Già a occhio nudo possiamo distinguere zone più chiare e più scure. Attraverso un telescopio, però, appare un paesaggio completamente diverso: crateri, montagne, pianure e grandi bacini raccontano una storia iniziata miliardi di anni fa.

Le grandi regioni scure visibili sulla superficie sono chiamate mari lunari. Il nome risale ai primi osservatori telescopici, che immaginarono potessero essere distese d’acqua. Oggi sappiamo che si tratta invece di vaste pianure basaltiche, formatesi in seguito ad antiche eruzioni che riversarono materiale vulcanico all’interno di grandi bacini.

I numerosissimi crateri sono soprattutto il risultato degli impatti di asteroidi e altri corpi che hanno interessato la Luna nel corso della sua storia.

Sul nostro pianeta vento, acqua, attività geologica e vegetazione modificano continuamente il paesaggio. Sulla Luna questi processi sono assenti o agiscono in maniera profondamente diversa. Per questo la sua superficie conserva tracce antichissime e rappresenta una preziosa testimonianza della storia del Sistema Solare.

Una fase ideale per osservare il paesaggio lunare

La sera del 19 settembre, a Savelli, la Luna sarà in fase gibbosa crescente, appena oltre il primo quarto, con circa il 58% del disco illuminato.

Una condizione particolarmente interessante per l’osservazione telescopica.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, la Luna piena non è necessariamente il momento migliore per osservare crateri e rilievi. Quando la luce solare illumina frontalmente gran parte della superficie visibile, le ombre risultano meno marcate e molti dettagli possono apparire più piatti.

Nelle fasi intermedie assume invece grande importanza il terminatore, la linea che separa la parte illuminata della Luna da quella ancora immersa nella notte.

In prossimità di questo confine la luce del Sole raggiunge la superficie con una forte inclinazione. Le pareti dei crateri e le montagne proiettano così lunghe ombre, mettendo in evidenza forme e dislivelli.

All’oculare di un telescopio la Luna smette allora di essere soltanto un disco luminoso nel cielo: emerge la tridimensionalità di un vero paesaggio extraterrestre.

Un mondo vicino, ma ancora capace di sorprenderci

La Luna accompagna l’umanità da sempre. Ha scandito calendari, ispirato racconti e miti ed è stata uno dei primi oggetti celesti studiati sistematicamente con il telescopio.

Eppure molti fenomeni che osserviamo abitualmente nascondono meccanismi astronomici interessanti.

Le fasi lunari, ad esempio, non sono prodotte dall’ombra della Terra. Dipendono dalla posizione relativa di Sole, Terra e Luna e dalla porzione dell’emisfero lunare illuminato dal Sole che possiamo vedere dal nostro pianeta.

Anche il fatto che la Luna ci mostri sostanzialmente sempre la stessa faccia ha una spiegazione precisa: il nostro satellite impiega circa lo stesso tempo a ruotare su se stesso e a compiere un’orbita intorno alla Terra. Questo fenomeno prende il nome di rotazione sincrona.

Piccoli movimenti apparenti, chiamati librazioni, ci consentono tuttavia di osservare nel tempo qualcosa in più della metà della superficie lunare.

Sono esempi di come anche un oggetto apparentemente familiare possa diventare un piccolo laboratorio di astronomia quando iniziamo a osservarlo con attenzione.

Dall’osservazione alla conoscenza

È proprio questo uno degli obiettivi dell’International Observe the Moon Night: non limitarsi a guardare la Luna, ma imparare a osservarla.

Guardare attraverso un telescopio e riconoscere un cratere, distinguere un mare lunare o comprendere perché un rilievo proietta una determinata ombra significa trasformare l’esperienza visiva in conoscenza.

La Luna diventa così un punto di partenza per parlare di astronomia, geologia planetaria, esplorazione spaziale e storia del Sistema Solare.

Ed è anche un oggetto accessibile a tutti. Non è necessario possedere grandi strumenti per iniziare: le fasi possono essere seguite a occhio nudo, molti dettagli emergono già con un semplice binocolo e il telescopio permette di entrare ancora più profondamente nel paesaggio lunare.

Il 19 settembre al Parco Astronomico Lilio

Durante la serata dell’International Observe the Moon Night 2026, al Parco Astronomico Lilio sarà possibile osservare direttamente la superficie della Luna attraverso i telescopi.

L’osservazione sarà accompagnata da momenti di divulgazione e approfondimento, durante i quali impareremo a riconoscere alcune delle principali strutture visibili e a comprendere i fenomeni che hanno contribuito a modellare il nostro satellite naturale.

Ma l’International Observe the Moon Night possiede anche un significato più ampio.

Nella stessa giornata, persone che si trovano in luoghi molto lontani tra loro rivolgeranno lo sguardo verso lo stesso corpo celeste. Cambieranno le città, le lingue e gli strumenti utilizzati, ma la Luna osservata sarà la stessa.

Da Savelli saremo parte anche noi di questa esperienza internazionale, trasformando una serata di osservazione in un’occasione per avvicinarsi alla scienza e condividere la conoscenza del cielo.

L’appuntamento

Sabato 19 settembre 2026
Dalle ore 20:00
Parco Astronomico Lilio – Savelli (KR)

Osservazione della Luna ai telescopi, divulgazione astronomica e approfondimenti dedicati al nostro satellite naturale.

Stesso cielo. Più vicini.

Scopri. Osserva. Condividi.

Centro Studi Lilio per la Scienza e l’Astronomia.

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