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Centro studi Lilio

SAVELLI – Una lunga notte con gli occhi rivolti al cielo, tra osservazioni al telescopio, fotografia astronomica, racconti e divulgazione scientifica. L’eclissi di Luna del 28 agosto ha richiamato al Parco Astronomico Lilio di Savelli  un pubblico numeroso ed eterogeneo, composto da famiglie, bambini, appassionati e curiosi provenienti da diversi comuni della Calabria e anche da fuori regione. Circa cento le presenze registrate complessivamente tra il 27 e il 28 agosto, per un appuntamento iniziato molte ore prima dell’eclissi.

Le attività del 27 agosto hanno preso il via con l’osservazione del Sole insieme alla dottoressa Stellina Carolei, per proseguire con gli spettacoli al planetario tenuti dal planetarista Vincenzo Ragusa e, con l’arrivo della notte, con l’osservazione della Luna e di Saturno. Questa prima parte della serata si è conclusa intorno alla mezzanotte, lasciando poi spazio all’attesa per il fenomeno astronomico più importante della notte.Con il passare delle ore il Parco è tornato ad animarsi. Visitatori e appassionati si sono ritrovati nuovamente sotto il cielo della Sila per seguire le diverse fasi dell’eclissi, trasformando l’attesa in un momento di condivisione, curiosità e divulgazione.

A guidare il pubblico alla scoperta del cielo notturno è stata la dottoressa Angela Zavaglia, direttrice del Parco Astronomico Lilio, che ha curato la parte dedicata al riconoscimento delle principali stelle e costellazioni attraverso il puntatore laser, accompagnando l’osservazione con i miti e i racconti legati al cielo. Un modo per trasformare la volta celeste in una grande mappa da leggere e interpretare, intrecciando astronomia, cultura e memoria. Il dottor Umberto Rossini, vicepresidente del Centro Studi Lilio, ha invece curato le osservazioni attraverso il Ritchey-Chrétien da 50 centimetri del Parco Astronomico Lilio, accompagnando i visitatori nell’osservazione telescopica e nella comprensione degli oggetti celesti visibili durante la notte. Rossini ha inoltre seguito la sezione dedicata all’astrofotografia, finalizzata a documentare le diverse fasi della Luna durante l’eclissi. Attraverso la strumentazione astronomica e fotografica del Centro Studi Lilio, il fenomeno è stato così non soltanto osservato, ma anche registrato e raccontato attraverso le immagini. Accanto all’osservazione diretta non è mancata la spiegazione scientifica del fenomeno: perché si verifica un’eclissi di Luna, quale ruolo assume l’allineamento tra Sole, Terra e satellite e perché questi eventi non avvengono a ogni Luna piena. Un’occasione per avvicinare il pubblico all’astronomia attraverso un fenomeno facilmente visibile, ma capace ancora oggi di suscitare curiosità e meraviglia.

Particolarmente sentita la partecipazione dei più piccoli, che durante le attività hanno potuto osservare direttamente gli astri attraverso i telescopi, imparare a riconoscere alcune delle principali costellazioni e porre domande agli operatori del Parco. L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, non era soltanto quello di assistere a un evento astronomico, ma anche di trasformarlo in un’esperienza educativa e di avvicinamento alla scienza. La fotografia astronomica ha accompagnato le varie fasi della notte, permettendo di raccogliere immagini del fenomeno e di documentare un appuntamento che ha unito osservazione, tecnologia e divulgazione. L’eclissi è diventata così anche un’occasione per mostrare al pubblico come gli strumenti astronomici consentano non soltanto di guardare il cielo, ma anche di studiarne i cambiamenti e conservarne una testimonianza attraverso le immagini.

La posizione del Parco Astronomico Lilio, nel territorio montano di Savelli e lontano dalle grandi sorgenti di illuminazione urbana, ha contribuito ancora una volta a creare le condizioni ideali per vivere l’esperienza del cielo notturno. Un patrimonio naturale e scientifico che il Centro Studi Lilio cerca di valorizzare attraverso attività rivolte sia agli appassionati sia a chi si avvicina all’astronomia per la prima volta.

La lunga notte tra il 27 e il 28 agosto si è trasformata così in qualcosa di più di una semplice osservazione astronomica: è diventata un incontro tra persone, scienza e meraviglia, sotto un cielo capace ancora di fermare il tempo e riunire sguardi diversi nella stessa direzione. Tra racconti, telescopi e immagini della Luna, il cielo di Savelli ha ricordato ancora una volta quanto l’astronomia possa essere non soltanto conoscenza, ma anche emozione, memoria e condivisione. Perché, a volte, basta alzare gli occhi per sentirsi parte di qualcosa di immensamente più grande.

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